Università a Roma: quanto costa davvero l'istruzione di tuo figlio
Data pubblicazione: 27 ottobre 2026
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Il tool dei bisogni stima 32.113 € per coprire sette anni di università a un figlio che inizierà nel 2045. È una cifra vera, ma descrive lo scenario più favorevole: studente in sede, ateneo statale, contributi agevolati. Oggi, a Roma, un fuori sede in un ateneo statale supera i 15.000 € l'anno e una privata come la Luiss chiede da sola 14.000 € di retta. Il numero non serve a spaventare, serve a far partire il piano.
Da dove arrivano i 32.113 €
La simulazione parte da 4.588 € di spesa annua, moltiplicati per sette anni di corso: vitto 2.400 €, libri, computer e accessori 960 €, trasporti 760 €, tasse 468 € e sistemazione 0 €.

Due righe meritano attenzione prima di prendere il totale per buono.
Sistemazione: 0 €. Lo studente della simulazione vive in famiglia. È l'ipotesi più comune per chi abita già a Roma, e anche la più economica che esista: toglie dal conto la voce che da sola pesa più di tutte le altre messe insieme.
Tasse: 468 €. Siamo nell'ordine di grandezza di un contributo fortemente agevolato o quasi azzerato, con la sola tassa regionale e il bollo a carico della famiglia. Dipende dall'ISEE del nucleo fra diciannove anni, che oggi nessuno può conoscere.
Sette anni di corso, infine, non sono tre più due: la simulazione mette in conto due anni di ritardo rispetto alla durata legale. È un'ipotesi prudente e realistica.
Quanto costa un anno di università a Roma oggi
Cambiando due sole ipotesi, niente agevolazioni ISEE e una stanza in affitto, il conto annuo passa da 4.588 € a oltre 15.000 €. Con una privata si arriva a 26.000 €.
I numeri non sono stime a occhio. Alla Sapienza i contributi ordinari valgono 2.821 € l'anno per i corsi del primo gruppo (Economia, Giurisprudenza, Lettere, Scienze politiche) e 2.924 € per quelli del secondo (Ingegneria, Medicina, Scienze); a questi si sommano 140 € di tassa regionale del Lazio e 16 € di bollo. L'ateneo estende l'esonero totale fino a 24.000 € di ISEE, con riduzioni a scalare fino a 40.000 €.
L'alloggio è la voce che ribalta il conto: secondo Immobiliare.it Insights, ad agosto 2026 una stanza singola a Roma costa in media 615 € al mese, cioè 7.380 € l'anno. Da sola vale più di un anno e mezzo dell'intera simulazione del tool.
Sul fronte privato, la Luiss Guido Carli chiede 14.000 € di contributo unico annuale per il 2026/2027, più la tassa regionale. Un dato che vale la pena tenere a mente: l'anno accademico precedente erano 12.600 €. Più 11% in dodici mesi.

Una precisazione doverosa: queste cifre sono il costo pieno per la famiglia. Borse di studio, esoneri e alloggi DiSCo possono abbatterle in modo sostanziale, visto che la borsa per uno studente fuori sede vale 7.171 € l'anno, ma dipendono da ISEE, merito e graduatorie. Un piano serio non ci scommette sopra: li tratta come un risparmio eventuale, non come un'entrata certa.
Il numero che manca: l'inflazione
I 32.113 € sono il costo di sette anni di università ai prezzi di oggi. Ma lo studente della simulazione entra all'università nel 2045, fra diciannove anni. E i prezzi dell'istruzione, nel frattempo, non stanno fermi.
Istat ha misurato per il 2025 un'inflazione dell'istruzione del 2,6%, contro una media generale dell'1,5%. Nel 2024 era stata del 2,2%. È una voce che corre strutturalmente più veloce del resto del carrello, perché dentro ci sono mense, alloggi e libri. Il salto della retta Luiss da 12.600 a 14.000 € in un anno racconta la stessa storia.
Con un'inflazione dell'1,5% annuo quei 32.113 € diventano 42.600 € nel 2045. Al 2% diventano 46.800 €. Al 2,6%, il dato Istat per l'istruzione, arrivano a 52.300 €. Al 3% sfiorano i 56.300 €.

Tradotto: lo stesso identico percorso di studi, stesso ateneo, stesso studente in sede, stessi libri, potrebbe costare tra i 43.000 e i 56.000 €. Un piano calibrato su 32.113 € arriva al 2045 avendo coperto, nello scenario centrale, circa due terzi del fabbisogno reale.
Non è un difetto della simulazione: è il motivo per cui una proiezione va letta con un consulente e non da soli. Il correttivo è semplice e si fa in fase di impostazione: con lo stesso capitale iniziale e lo stesso rendimento atteso, per centrare 46.800 € servono 98 € al mese invece di 51; per 52.300 € ne servono 115. Non è un'altra categoria di sforzo.
Il piano: 8.653 € e 51 € al mese
La parte interessante del prospetto non è l'obiettivo, è la rata. Per arrivare a 32.113 € in diciannove anni la simulazione chiede un capitale iniziale di 8.653 € e un versamento mensile di 51 €.
Facciamo i conti sul totale. In diciannove anni la famiglia versa 20.281 €: 8.653 di capitale iniziale più 11.628 di rate. L'obiettivo è 32.113 €. La differenza, 11.832 €, è quello che fanno i mercati e il tempo al posto vostro. Oltre un terzo della spesa universitaria di vostro figlio non uscirà dalle vostre tasche.

Il confronto che chiude la questione è un altro. Mettere da parte 32.113 € in diciannove anni senza investirli, lasciandoli sul conto corrente, richiede 141 € al mese. Investendoli con questo piano ne bastano 51. La stessa famiglia, lo stesso obiettivo, lo stesso traguardo: 90 € al mese di differenza, per 228 mesi.
Il rendimento composto implicito in questa proiezione è del 3,3% annuo. Non è una promessa, è l'ipotesi di lavoro che sta dietro al grafico.
Quanto costa aspettare
"Ci penso l'anno prossimo" è la frase più cara che si possa pronunciare su un obiettivo a vent'anni. A parità di obiettivo, di capitale iniziale e di rendimento atteso, partire oggi costa 51 € al mese per diciannove anni. Partire fra cinque anni ne costa 87. Partire fra dieci anni ne costa 164.

Aspettare cinque anni significa versare il 70% in più ogni mese. Aspettarne dieci significa più che triplicare la rata. E non è solo questione di rata: il totale che esce dalle vostre tasche cresce di circa 6.000 €, perché il rendimento composto ha avuto metà del tempo per lavorare.
Il tempo, in questo mestiere, non è una variabile tra le altre. È l'unica che non si può comprare dopo.
Gli scenari: 152%, 83%, 21%
L'ultima pagina del prospetto è quella che i clienti guardano meno e che invece conta di più. Tre percorsi, stesso piano: nello scenario favorevole il capitale cresce del 152%, in quello medio dell'83%, in quello sfavorevole del 21%.
Vanno letti così. Il risultato non è un numero, è un intervallo: chiunque vi prometta il valore centrale sta vendendo, non consigliando. Anche lo scenario sfavorevole è positivo: su diciannove anni, più 21% è lo scenario brutto, non la perdita, ed è questo che la durata lunga porta in dote. La linea è liscia solo nel grafico, mentre nella realtà ci saranno anni in rosso, probabilmente parecchi. E lo scenario sfavorevole va confrontato con l'obiettivo rivalutato, non con quello nominale: se il fabbisogno reale nel 2045 è di 52.000 €, un piano che nel caso brutto arriva a 24.000 € va dimensionato diversamente in partenza.
Questo, nella pratica, è il vero lavoro di pianificazione: non indovinare i mercati, ma costruire un piano che regga anche quando i mercati non collaborano.
Cosa fare adesso
Cinque passaggi, nell'ordine in cui li affronto con le famiglie che seguo.
Scegliete uno scenario di riferimento, non il più comodo. In sede o fuori sede cambia il fabbisogno di tre volte. Se non avete idea, impostate il piano sul fuori sede in un ateneo statale: è la via di mezzo onesta.
Rivalutate l'obiettivo. Un fabbisogno espresso ai prezzi di oggi va portato all'anno in cui serviranno i soldi. Senza questo passaggio il piano nasce già sottodimensionato.
Partite dalla rata, non dal capitale. Non serve avere 8.653 € da parte. Senza capitale iniziale, 102 € al mese per diciannove anni portano allo stesso obiettivo. Il capitale iniziale accelera, non abilita.
Calibrate il rischio sull'orizzonte, non sull'ansia. A diciannove anni dalla meta, un'allocazione troppo liquida è un rischio, non una protezione: è la certezza di perdere potere d'acquisto.
Mettete in calendario una revisione annuale. Il figlio cambia idea, l'ISEE cambia, i mercati fanno il loro. Un piano ventennale non si imposta e si dimentica: si corregge un po' ogni anno.
E una cosa che non c'entra con i numeri ma conta: parlarne presto in famiglia. I ragazzi che sanno che per i loro studi esiste un capitale dedicato scelgono il corso guardando a quello che vogliono fare, non a quanto costa.
Fonti e avvertenze
Dati aggiornati a ottobre 2026. Contribuzione Sapienza e tassa regionale del Lazio, soglie ISEE e borse DSU, canoni Immobiliare.it Insights e abbonamenti Metrebus: Money.it, "Quanto costa andare all'università in Italia nel 2026/2027", 1 ottobre 2026. Contributo unico Luiss 2026/2027: documentazione ufficiale dell'ateneo. Inflazione dell'istruzione 2025: Istat, indice dei prezzi al consumo. Simulazione del tool dei bisogni: elaborazione su dati ipotetici.
Le simulazioni riportate sono state prodotte sulla base di dati e informazioni ipotetiche, non corrispondenti alla situazione reale di alcun destinatario, e hanno finalità esclusivamente informative e commerciali. Non rappresentano in alcun modo una raccomandazione personalizzata di investimento né costituiscono la prestazione di un servizio o di un'attività di investimento. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri e nessun risultato è garantito. Ogni valutazione va effettuata sulla base del profilo di rischio, degli obiettivi e dell'orizzonte temporale del singolo investitore, con il supporto del proprio consulente finanziario
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